pensieri in cattività

la parola arriva dove forse neanche la musica può... forse...

Eccomi

Utente: Gadjet
Nome: Michael Snidaro
uno come tanti... o forse no? :)

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venerdì, 18 settembre 2009
Gli scarsamente utili aforismi del Gadjet - 4 -

Scrivere il proprio futuro non è difficile: sono sufficienti carta, penna e inchiostro.
Il problema è che la vita li vende a caro prezzo, mentre le fotocopie sono sempre gratis!

Postato da: Gadjet a 13:17 | link | commenti (1) |
riflessioni, sociologia, seghe mentali, filosofia, aforismi, costume

domenica, 28 giugno 2009
Gli scarsamente utili aforismi del Gadjet - 3 -

E' terribilmente doloroso scoprire di non avere abbastanza soldi per essere poveri...

Postato da: Gadjet a 01:16 | link | commenti |
riflessioni, aforismi

domenica, 08 marzo 2009
Gli scarsamente utili aforismi del Gadjet - 2 -

Scrivere una canzone significa colmare arbitrariamente un vuoto fra un silenzio e un altro silenzio.

Postato da: Gadjet a 04:29 | link | commenti |
musica, riflessioni, seghe mentali, aforismi

martedì, 25 novembre 2008
Animali in fuga vs. anime in fuga

Mandria di bovidi. Brucano placidi l'erba, bevono lungo il fiume, dormono, giocano, copulano come non ci fosse un domani. Ognuno per i fatti suoi. In effetti, per alcuni di loro non ci sarà un domani e forse ne hanno una vaga coscienza, sufficiente per lo meno a spingerli a vivere ogni singolo istante come sentono di dover fare. Non pensano, sentono e basta, agiscono di conseguenza e non si pongono domande.

All'improvviso, dai cespugli in cui era nascosto, spicca un balzo il predatore. L'istinto alla vita è la sua finalità, non c'è rabbia, non c'è cattiveria nella sua rapida corsa. Il medesimo istinto alla vita impone ai bovidi di fuggire. Non hanno bisogno di essere spronati e organizzati, si voltano tutti contemporaneamente nella stessa direzione e scappano, la morte alle calcagna. Alcuni di loro - i più deboli - quasi sicuramente soccomberanno, ma la mandria se ne frega... Ce la fai? Bene, potrai continuare a brucare, bere, dormire e copulare. Non ce la fai? Cazzi tuoi!

Le nostre anime hanno diversi aspetti in comune con la mandria di bovidi. Scappiamo, inseguiti da un predatore che magari neanche esiste. Scappiamo tutti, ma ognuno per conto proprio, incuranti di chi potrebbe non farcela. Scappiamo nella stessa direzione, non sappiamo dove andare e per questo seguiamo la mandria, nell'illusione che essa ci conduca... dove? Tutti vedono facilmente la partenza della fuga, ma nessuno si chiede mai quando e dove questa possa finire, quando e dove si può avere la certezza di essere al sicuro.

Rispetto ai bovidi si possono notare comunque anche molte differenze. Le nostre anime non sono in grado di vivere veramente i momenti della vita per quello che ci possono offrire; tendiamo sempre ad essere frenati da legami veri, falsi, immaginati, desiderati, con il passato e il futuro. Questo ci fa sentire superiori agli animali, dandoci l'illusione di riuscire a riempire di profondi significati tutto quello che fanno anche loro. Noi quindi non mangiamo e non beviamo, ma godiamo del nutrimento variandone a piacere, privandocene se ne abbiamo il vezzo. Non dormiamo, ci concediamo un meritato riposo dalle fatiche della giornata, per poter affrontare le enormi responsabilità che ci attendono l'indomani. Non giochiamo perchè il gioco è per i fanciulli, noi ci divertiamo in modi più o meno innocui e più o meno socialmente accettati. Non copuliamo, facciamo l'amore concedendoci solo ed esclusivamente ad una persona speciale, convincendoci che sia quella giusta per la vita, non come la precedente... mioddio, come mi sento superiore agli animali!

I bovidi poi percepiscono chiaramente la fine della fuga, si fermano quando non sentono più il pericolo e sono pronti a ripartire con la stessa forza appena quel posto sarà nuovamente minacciato, e prima o poi lo sarà. Noi no. Quando la mandria si ferma ci fermiamo, ci guardiamo intorno e ci sentiamo disorientati, ma siccome tutti ostentano sicurezza ci autoconvinciamo di essere al sicuro. Non solo, ci arrocchiamo come se nulla più dovesse disturbarci, convinti che una piccola fuga meriti un grosso premio, la sempiterna tranquillità. In questo modo non siamo preparati a ripartire, e di fronte al pericolo riusciamo addirittura a smettere di riconoscerlo come tale, pur di non dover abbandonare le sicurezze che ci sono dovute. Forti di una cecità autoinflitta, corriamo incontro al predatore come fosse un messia, destinati ad una fine prevedibile...

Ma perché non riusciamo a guardare quegli stramaledetti bovidi con occhio acritico e non cerchiamo di imparare qualcosa di utile alla nostra sopravvivenza interiore? Perché dobbiamo sempre andare fieri della nostra ottusa miopia?

La bibbia ci insegna che dio ha creato tutte le cose del mondo ad uso e consumo esclusivo della razza umana, ma se per un momento assumo il punto di vista del creato e guardo gli uomini provo una cosa sola: profonda vergogna. Darwin ha dimostrato che gli esseri incapaci di adattarsi alla vita soccombono, noi ogni giorno continuiamo a corroborare questa tesi.

 

 

 

Postato da: Gadjet a 02:47 | link | commenti |
riflessioni, sociologia, seghe mentali, costume